Riven non ha mai avuto un nome. Solo un numero, Sette, e un debito di sangue con l'Impero che lo ha forgiato.
Quando gli ordinano di eliminare un bersaglio innocente, un bambino di nome Arden, Riven fa l'unica cosa che un Custode non dovrebbe mai fare: disobbedisce. Ora è un fuggitivo nelle viscere industriali di Oakhaven, con addosso l'unica cosa che l'Impero non perdona, una coscienza, e alle calcagna Threnn, un rivale addestrato esattamente come lui, mandato a riportarlo all'ordine con qualunque mezzo necessario.
Nel labirinto di ferro e vapore della città, ogni scelta ha un prezzo pagato in sangue. Proteggere il ragazzo significa perdere tutto ciò che gli resta. Lasciarlo morire significa diventare esattamente ciò che l'Impero voleva che fosse.
Ambientato nell'universo industrial grimdark de La Saga di Vharkon, "Il Numero Sette" è la novella perduta che getta le basi per "Le Ceneri di Oakhaven", un racconto breve e spietato su cosa resta di un uomo quando gli tolgono anche il nome.
Worldbuilding industrial grimdark, dove la magia si misura in pressione e calore
Personaggi moralmente ambigui, senza eroi né vittime pure
Un prequel autoconclusivo, perfetto per chi vuole entrare nella saga senza impegno
Se ti piace la tensione morale di Joe Abercrombie e l'estetica cupa di Blade Runner, Riven ti aspetta nei tunnel di Oakhaven.