"Benedetto questo paese – disse il viandante – che invece di un cane mette di guardia un agnello. La pace è meglio custodita dall'innocenza che dalla forza". Pubblicata a Torino nel 1950, "Innocenza" è una raccolta di poesie trasognate, algide e profondamente segnate dal rifiuto di Pezzani per la corruzione del mondo "adulto". I componimenti dell'opera, infatti, esortano a uno sguardo puro e infantile, innocente appunto, sulle cose. Rifacendosi evidentemente alla lezione di Pascoli – che del Fanciullino ne ha fatto una vera e propria poetica – il grande scrittore parmigiano ci trascina con sé in una campagna ricca di meraviglie, in una dimensione da cui solo l'occhio dei bambini può trarre realmente tutto ciò che conta davvero.